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giovedì 15 aprile 2010

Confusione&modernità

Di nuovo gli argomenti trattati potrebbero non rivelarsi adatti per un pubblico meno che diciottenne, perciò se rientrate in questi parametri valgono le norme che ho espresso all'inizio del post "vulva?"

Qualche tempo fa, sull'onda di un'offerta che non potevo proprio rifiutare, mi sono abbonata ad una nota rivista femminile semiseria: niente di impegnato, una di quelle che io chiamo "letture da bagno".. non so se mi son spiegata..
Sull'ultimo numero della suddetta rivista, annunciato in copertina dal solito "sex" scritto a caratteri cubitali, e non importa quale sia il contorno, c'era un articolo il cui titolo prometteva non solo consigli per migliorare la propria vita sessuale, ma addirittura qualcosa di rivoluzionario, stupefacente, il Nobel del sesso..
Ovviamente non me lo sono lasciato scappare.
E ovviamente sono rimasta con un occhio più grande ed uno più piccolo.
A parte che l'articolo di "guida per rendere la tua vita fantastica" non era altro che una serie di testimonianze di sedicenti lettrici, cosa che a me francamente intristisce, perché va bene che il confronto è importante ma mi fido più di qualcuno che ha un "dott" scritto davanti al nome.
A parte che secondo me quelle esperienze se le inventa chi scrive l'articolo, oppure per piacere ditemi dove ve le andate a pescarle certe persone..
Ecco le ricette proposte per la beatitudine orizzontale: sedurre il fratello appena maggiorenne di un'amica, cedere alle avances di una collega (donna) anche se si è eterosessuali, fare videosesso su internet con uno sconosciuto, avere un menage à trois con una coppia, passare una notte con l'amico gay.
Parliamone..
Ma c'è veramente bisogno di questo per avere una vita sessuale soddisfacente? Passi per la storia di una notte col ragazzino (rientra nel cliché dell'attrazione per qualcuno più giovane) e al massimo per l'incontro su internet, cosa che io non farei ma che posso concepire, ma il resto? Possibile che per essere liberi si devono incasinare persino i fondamentali? Che il fatto di essere etero o gay non sia più una condizione fisica ma una scelta? E si badi: massimo rispetto per i gay, anche quello è un orientamento sessuale degno di considerazione, ma la parola stessa orientamento presuppone che una volta scelta una direzione la si mantenga! Possibile che tutto sia uguale a tutto?
E come se non bastasse, l'intera faccenda lancia interrogativi preoccupanti su cos'è il sesso nel ventunesimo secolo: lo consideriamo la cosa più importante del mondo ma lo facciamo come se non ci fregasse niente di quello che sta succedendo. E se non siete d'accordo fatemi l'esempio di una cosa importante che si fa senza pianificare e senza parametri! Chi è che si sceglierebbe a caso il relatore di tesi, oppure cambierebbe il lavoro solo in base all'emozione del momento?
Non credo che riuscirei ad andare a letto con qualcuno senza provare per lui un amore profondo. Sarò una ragazza all'antica, ma penso che pure con tutto l'arrapamento del mondo trovarmi nuda come un salame insieme a uno nudo come un salame che conosco da due ore (o peggio insieme a una nuda come una mortadella) mi causerebbe un momento di profonda prostrazione psicologica.
Ma è davvero questa la modernità?

2 commenti:

  1. Più di tutto mi impressiona l'idea che queste magnifiche idee innovative vengano riprodotte da una rivista, cosicché decine di lettrici le riportino pedissequamente su un foglietto, e poi, messe davanti ad una scelta stuzzicante, controllino se faccia parte dell'elenco per la beatitudine orizzontale, così da regolarsi circa il proprio coinvolgimento.
    Molte cose al mondo possono costituire un buon habitat per beatitudini orizzontali, anche un ripensamento momentaneo dell'amico gay, purchè non ne esca un innamoramento infelice, ma è proprio la sorpresa, la volontà di novità, il momento in cui accadono, che ne fanno momenti speciali, non certo l'elenco in borsetta.
    Quanto al sesso con persone che non s'amano, son contenta di averlo provato solo perchè altrimenti mi sarebbe restata la curiosità. Invece ora posso dire: che palle.

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  2. Sacrosanta verità: spesso non è quello che accade ma come accade a rendere un momento davvero speciale..

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